30 Mar Sostituire una manica a vento in tempo
Di Marco Forcella
Cari amici ed appassionati, chi meglio di un pilota di aereo, ultraleggero, aliante, elicottero e parapendio comprende l’importanza di quegli attimi prima del decollo e dell’atterraggio quando si “butta uno sguardo” a quel simpatico tubo bianco e rosso sul lato della pista che sta lì per un ben determinato motivo.. Questa è la mia personale osservazione su cosa accade nella maggior parte delle aviosuperfici ed elisuperfici italiane. Non voglio esagerare con questo, ma ho notato che molto spesso sono le cose più importanti che vengono trascurate e lasciate da parte, proprio le maniche a vento. Ho volato in moltissime aviosuperfici ed aeroporti, e la mia attenzione era sempre focalizzata alla manica a vento, mi incuriosiva troppo quel “calzino” colorato fluttuante e spesso illuminato di notte, ne ero attratto come fosse una calamita. Da pilota di aliante invece, quella che era una semplice curiosità, si è trasformata in una necessità indiscutibile di ottenere un’indicazione istantanea della direzione del vento una manciata di secondi prima di andare in volo o di scegliere il circuito di atterraggio. Purtroppo accade spesso di trovarsi in aeroclub dove per vari motivi la manica a vento è trascurata e viene lasciata deteriorarsi alle intemperie fino ad arrivare al punto che non resta quasi più nulla che possa sventolare ed assomigliare ad una manica a vento. A quel punto non serve più, e lo stimato del vento in direzione ed intensità è molto relativo e viene stabilito con approssimazione. Voglio ribadire che tra tutti i servizi che un aeroclub può offrire e tra tutti i comfort offerti, non è accettabile che proprio la manica a vento sia deteriorata a talpunto da essere oltre che esteticamente impresentabile anche inutilizzabile, ed è un cattivissimo biglietto da visita per chi arriva al campo da volo per ammirare gli aeroplani da vicino, ritrovarsi davanti a una manica a vento più che divelta!. Una manica a vento ben tenuta è sinonimo di precisione, sicurezza, anche eleganza e prestigio per un aeroclub, ma questi dettagli sembrano essere trascurati e non considerati importanti. Volete un esempio pratico? Senza entrare nel dettaglio, mi trovavo in volo con un aliante, al termine di una missione di addestramento e in prossimità dell’aviosuperficie a circa 600 metri di altezza dal suolo, effettuo la chiamata radio di prenotazione, richiedendo informazioni sul vento al suolo. Per un motivo che ignoro, non ricevo risposta alla mia chiamata radio, allora cerco di arrangiarmi da solo. Scendo ancora un po’, quasi all’altezza minima per entrare in circuto, “cerco” in testata pista la manica a vento, avrei avuto così un immediato riscontro visivo, anche indicativo della provenienza del vento ed avrei scelto il circuito destro o sinistro in base a questa indicazione rapidamente. Beh.. non che non lo sapevo già a terra prima del decollo, ma restai incredulo al vedere dall’alto che di quella manica era rimasto si e no un brandello scolorito, che a malapena sventolava. Risolsi ugualmente, notando che per pista 36 stava decollando un piccolo aereo, e quindi avrei scelto il circuito sinistro sempre per pista 36. Concludo il mio articolo di rubrica esortando i responsabili delle aviosuperfici, delle elisuperfici e ovunque è prevista la presenza di una manica a vento, ad assicurare tale presenza con un prodotto in buone condizioni, non strappato, non troppo scolorito, anche perché, in fondo si tratta di un piccolo costo facilmente sostenibile per un aeroclub, ma a fronte di una piccola spesa, si ha in cambio uno strumento importantissimo e anche bello da guardare. Vi mostro qui sotto alcune immagini di maniche a vento divelte che non dovrebbero mai raggiungere questo stato di usura. Cieli sereni e tanti atterraggi morbidi.